Quaresima - Adulti

Catechesi Adulti - 2

Parrocchie di Mandria e di Voltabrusegana

Catechesi - venerdì 24 aprile

 

Dal Libro del profeta Daniele (3, 52-55)

52"Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,

degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo,

degno di lode e di gloria nei secoli.

53Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso,

degno di lode e di gloria nei secoli.

54Benedetto sei tu sul trono del tuo regno,

degno di lode e di gloria nei secoli.

55Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli.

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Catechesi Adulti - 1

Parrocchie di Mandria e di Voltabrusegana

Catechesi - venerdì 10 aprile

 

Introduzione

L'esistenza morale è rispostaall'iniziativa d'amore del Signore. È riconoscenza, omaggio a Dio e culto d'azione di grazie. È cooperazione al piano che Dio persegue nella storia.

Dovendo imparare a vivere come Gesù vuole, da veri discepoli, abbiamo visto che il nostro Signore alla domanda: «Cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?», ha risposto così: «Tu conosci i comandamenti…» (cf. Mc 10,19) facendo riferimento a questo testo come via certa per giungere alla salvezza. Egli elenca al suo interlocutore i comandamenti che riguardano l'amore del prossimo: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». Infine Gesù riassume questi comandamenti in una formulazione positiva: «Ama il prossimo tuo come te stesso » (Mt 19,16-19) (CCC 2052).

 

L’elenco dei dieci comandamenti (decalogo), si trova al capitolo 20 dell’Esodo. Ma lo troviamo anche al capitolo 5 del Deuteronomio.

Vediamo di conoscerli meglio, così da poter confrontare la nostra vita con questo testo proposto da Gesù Cristo. Li guarderemo nel loro significato iniziale e anche nella loro rilettura cristiana: la lettura che ogni cristiano fa della Sacra Scrittura alla luce del Vangelo di Gesù Risorto. La sequela di Gesù implica l'osservanza dei comandamenti. La Legge non è abolita, ma l'uomo è invitato a ritrovarla nella persona del suo Maestro, che ne è il compimento perfetto (cf. Catechismo Chiesa Cattolica, CCC 2053).

L’esigenza di una catalogazione così rigorosa e oggettiva di ciò che va fatto o no esprime una cosa importante: non ci si può affidare unicamente alla nostra “bussola interiore”, alla nostra coscienza per fare la volontà di Dio. Ci vuole una “guida oggettiva” rispetto al comportamento soggettivo del singolo: noi non bastiamo a noi stessi, non siamo legge a noi stessi, non siamo noi la nostra Legge. Il cristiano poi arriverà a dire che la sua legge è Cristo stesso e la sua parola.

 

I comandamenti prima di essere delle leggi divine erano leggi già verificate all’interno della vita umana. Poi eccoli presentati come un cammino di liberazione, inserendoli nel cammino di liberazione dall’Egitto. Essi diventano la Carta della libertà. Da imposizione essi diventano liberazione: ci liberano dall’incertezza su quanto dobbiamo fare; dai sentimenti negativi che albergano nel cuore dell’uomo; ci orientano verso l’amore. La vera liberazione è l’amore a cui tutti i comandamenti sono orientati.

Dio ha liberato il suo popolo e poi gli dice: «Se vuoi vivere con me, se vuoi continuare ad essere libero, queste sono le indicazioni, le linee guida lungo le quali tu puoi continuare a vivere nella libertà».

 

Oggi rischiamo di non cogliere a pieno alcuni comandamenti: il fatto che certe azioni non siano più un reato (come l’aborto, la manipolazione genetica ecc), questo non vuol dire che non siano un peccato. Ricordiamo quello che raccomanda san Paolo: «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12, 2).

I comandamenti ci aiutano a vivere secondo la logica di Dio.

 

Dal catechismo della Chiesa cattolica (CCC)

CCC 2055 Quando gli si pone la domanda: «Qual è il più grande comandamento della Legge?» (Mt 22,36), Gesù risponde: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22,37-40). Il Decalogo deve essere interpretato alla luce di questo duplice ed unico comandamento della carità, pienezza della Legge.

CCC 2057 Il Decalogo si comprende innanzi tutto nel contesto dell'Esodo che è il grande evento liberatore di Dio al centro dell'Antica Alleanza, le «dieci parole» indicano le condizioni di una vita liberata dalla schiavitù del peccato. Il Decalogo è un cammino di vita: questa forza liberatrice del Decalogo appare, per esempio, nel comandamento sul riposo del sabato, destinato parimenti agli stranieri e agli schiavi.

CCC 2065 A partire da sant'Agostino, i dieci comandamenti hanno un posto preponderante nella catechesi dei futuri battezzati e dei fedeli. Nel secolo quindicesimo si prese l'abitudine di esprimere i precetti del Decalogo in formule in rima, facili da memorizzare, e positive. Sono in uso ancor oggi. I catechismi della Chiesa spesso hanno esposto la morale cristiana seguendo l'ordine dei dieci comandamenti.

Ecco come abbiamo memorizzato l’elenco che nel testo originale è più lungo e dettagliato:

1. Non avrai altro Dio all'infuori di me

2. Non nominare il nome di Dio invano

3. Ricordati di santificare le feste

4. Onora il padre e la madre

5. Non uccidere

6. Non commettere atti impuri

7. Non rubare

8. Non dire falsa testimonianza

9. Non desiderare la donna d'altri

10. Non desiderare la roba d'altri

A questi comandamenti Gesù aggiungerà i consigli evangelici, ma soprattutto rivelerà che il contenuto fondamentale dei comandamenti è solo l’amore e l’amore sarà il suo unico comandamento (cf. Gv 13,43-35; Gv 15).

 

Ci guidi in questa catechesi il salmo 119 (118):

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
        Il tuo amore sia la mia consolazione,
        secondo la promessa fatta al tuo servo.
        Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
        perché la tua legge è la mia delizia.
Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero.
       Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
       per questo li custodisco.
       La rivelazione delle tue parole illumina,
       dona intelligenza ai semplici.

 

Dal libro dell’Esodo

1 Dio pronunciò tutte queste parole: 2"Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile: 

3Non avrai altri dèi di fronte a me4Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. 5Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

7Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.

8Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. 9Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; 10ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.

12Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.

13Non ucciderai.

14Non commetterai adulterio.

15Non ruberai.

16Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

17Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".

 

1. Non avrai altro Dio all'infuori di me

 

Il testo preciso dell’Esodo recita: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me» e il testo del Deuteronomio aggiunge: «Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso…».

La tradizione cristiana ha quindi unito in un unico comandamento il primo (non avrai altri dei…) e il secondo comandamento (non ti farai delle immagini…): è il comandamento che proibisce l’idolatria. Nell’antichità il culto al dio è sempre legato alla sua immagine. Vietarne le immagini significava vietarne la presenza, vietare la realtà di altri dei. Ma anche di JHWH era vietato farsi delle immagini per non ridurlo ad un idolo. Infatti si voleva con questo mantenere l’idea dell’alterità di Dio, del suo non essere un prodotto umano (cosa che avviene per un’immagine), e vietare la possibilità di possedere una parte di Dio avendo una sua immagine. Il popolo di Dio deve comportarsi diversamente dai popoli pagani e accettare di seguire un Dio che non può essere limitato o fissato in una immagine.

Proibendo di farsi delle immagini da adorare, si ribadisce il divieto dell’idolatria: per i cristiani, dopo l’incarnazione di Dio, in Cristo abbiamo l’immagine di Dio (cf. Gv 14,9). Quindi non si tratta di vietare di farsi delle immagini sacre, ma di adorarle come se fossero Dio. Esiste anche il rischio di farsi delle immagini errate di Dio.

I primi comandamenti vogliono proclamare l’assoluto di Dio. Egli si presenta con il suo titolo più prestigioso “liberatore” e “salvatore”, colui che è intervenuto realmente in una determinata situazione, non in modo astratto: “Sono il tuo Dio che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”. Gli altri guarderanno alla relazione con il prossimo: sono i due poli dell’esistenza del credente: da un lato Dio, dall’altro i fratelli.

La presentazione che Dio fa di stesso, una sorta di biglietto da visita, dichiara quello che Dio ha fatto per Israele, quando lo ha liberato dalla schiavitù d’Egitto. Dio si rivela con quello che ha fatto per noi. Non lo conosciamo in se stesso, ma per i segni di salvezza che abbiamo visto attorno a noi.

La libertà che in questo comandamento emerge è la libertà dagli idoli. Non siamo più legati a nulla tranne che a Dio. Non abbiamo più nessun imperativo, nessun padrone o necessità se non Dio. La libertà è l’obbedienza a Dio. Dio non è il concorrente della nostra libertà, ma colui che ci libera davvero perché ci toglie dai condizionamenti. Non solo liberi da… ma anche liberi per…: liberi dagli idoli per essere dalla parte di Dio.

Ma c’è anche quest’altra sfumatura: la chiamata di Dio ci chiede di uscire dal sonno dell’indifferenza a Dio; è forse questa l’idolatria contemporanea. Non negare Dio o sostituirlo con idoli, ma rimanere indifferenti a Dio, presi dal vortice della vita. La tentazione dell’uomo è quella di volersi sentire libero da solo, mentre il compimento della libertà, la sorgente della libertà è l’amore di Dio. Questo è spesso difficile perché non crediamo allo sguardo d’amore di Dio per noi. La nostra libertà è suscitata dallo sguardo d’amore di Dio, uno sguardo molto concreto e personale che suscita la libertà e poi la risposta d’amore. Voglio liberarmi con il Suo aiuto dai miei idoli per seguire senza impacci il mio liberatore. Gesù chiama mammona questi idoli: il possesso che ci possiede. Ma anche il nostro io è spesso un idolo per noi, quando ci mettiamo al centro dell’universo e viviamo in funzione di questo io. Spesso siamo noi l’idolo invisibile che adoriamo ogni giorno. Invece la fede biblica ci chiede di essere aperti da un lato verso Dio e dall’altro verso il prossimo.

 

(A cura di Elide Siviero)

 

Metodo

  1. 1.    Catechesi

Venerdì 24 marzo ore 21.00, chiesa di Voltabrusegana: secondo e terzo comandamento;

Venerdì 7 aprile ore 21.00, chiesa di Mandria: terzo e quarto comandamento

  1. 2.    Settimana successiva alla catechesi (13-18 marzo):

per chi desidera: apri le porte della tua casa, invita i tuoi amici per condividere la fede; partite insieme dalla catechesi o dal testo biblico, sottolinea alcuni aspetti che ti colpiscono quelli che toccano la tua vita, cerca di legare la vita di Gesù (il brano biblico e alcuni passaggi della catechesi) alle tue giornate quotidiane.

Parrocchie di Mandria e di Voltabrusegana

Traccia per la condivisione – settimana dal 13 al 18 marzo

 

  1. 1.      Per entrare nella preghiera

 

Dal salmo 119 (118) 

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.


        Il tuo amore sia la mia consolazione,
        secondo la promessa fatta al tuo servo.
        Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
        perché la tua legge è la mia delizia.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero.

       Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
       per questo li custodisco.
       La rivelazione delle tue parole illumina,
       dona intelligenza ai semplici.

 

  1. In ascolto della Parola (brani a scelta, vedi anche Esodo p. 4)

 

Dal libro del Deuteronomio (5,1; 6-10)

1 Mosè convocò tutto Israele e disse loro: "Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo ai vostri orecchi: imparatele e custoditele per metterle in pratica […]. Egli disse:

6"Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile. 

7Non avrai altri dèi di fronte a me. 

8Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sotto la terra. 9Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 10ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (6, 24-27)

24Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. 25Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?

 

 

  1. 3.      In ascolto dei fratelli
  • Come si è rivelato Dio nella mia vita? Dove ho visto i segni del suo passaggio? Provo a ripensare alla mia vita per cogliere le tracce di Dio.
  • La libertà proposta è quella di non avere più idoli: quali sono gli idoli da cui la grazia di Dio mi può liberare (denaro, successo, piaceri, onori, sicurezza, ecc)?
  • Quanto metto al centro di tutto, il mio io al posto di Dio?

 

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Quaresima degli Adulti 2017

quaresima adultiAgli adulti e alle famiglie è proposto un percorso di catechesi sui dieci comandamenti.
Il venerdì di una settimana verrà proposta la catechesi in chiesa per tutti, durante la settimana successiva, chi lo desidera, è invitato a trovarsi in famiglia, con gli amici, per vivere un po’ di condivisione e di preghiera proprio a partire dalla catechesi. Si tratta di un’occasione per poter aprire la propria casa e vivere momenti di fede negli ambienti quotidiani e con le persone che normalmente si frequentano. L’invito è di costituire queste piccole comunità di base quali luoghi di incontro e di condivisione.
Mercoledì 1 marzo ore 21.00, chiesa di Voltabrusegana: celebrazione delle ceneri per adulti
Venerdì 10 marzo ore 21.00, chiesa di Mandria: introduzione al decalogo e primo comandamento
Venerdì 24 marzo ore 21.00, chiesa di Voltabrusegana: secondo e terzo comandamento
Venerdì 7 aprile ore 21.00, chiesa di Mandria: terzo e quarto comandamento

La Missione

Angolo delle Curiosità

Orari Messe

SABATO

18:30 Mandria

DOMENICA

08:00 Mandria
08:30 Voltabrusegana
10:00 Mandria
11:00 Voltabrusegana
19:00 Mandria

Il Parroco

don lorenzo

DON LORENZO VOLTOLIN
Tel. 049.685508
Cell. 340.7223749  -  339.6007243
mandria@diocesipadova.it

Vangelo del giorno

 Sito ufficiale della Parrocchia della N.B.V. Maria alla Mandria

Telefono: 049 715 283 (Parroco) - 049 715 629 (Centro Parrocchiale)