Preghiera Del Giorno

Domenica 15 settembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Non ti preghiamo mai abbastanza, Signore, per la misericordia e l’amore di cui ci riempi ogni giorno.

Ti adoriamo, ti glorifichiamo e ti ringraziamo perché il tuo perdono ci dà la forza di rialzarci e tornare a farci amare da te.

Sabato 14 settembre: Esaltazione della Santa Croce

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Oggi è la festa dell’Esaltazione della Croce. Quando abbiamo dei dolori da portare, le difficoltà quotidiane, le persone da sopportare, le chiamamo “le nostre croci”. Quindi la croce diventa simbolo di sofferenza. Ma allora perché esaltare la croce, strumento così atroce di sofferenza, di tortura e infine di morte? Dobbiamo imparare a vederla da un altro punto di vista: quello di Cristo. Noi non esaltiamo la sofferenza, ma la testimonianza dell’Amore che Dio ha manifestato mandando il suo Figlio a morire in croce per noi.

Signore, rendici capaci di portare le nostre croci quotidiane per esprimerti il nostro Amore per te.

Venerdì 13 settembre: San Giovanni Crisostomo

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Chi non vede la trave che è nel proprio occhio potrà vedere la pagliuzza che è nell'occhio del fratello? Pretendere di correggere il fratello senza essersi messi a nudo di fronte al Signore per vedere se siamo davvero sinceri, significa essere ipocriti. Tendenzialmente siamo indulgenti con noi stessi, pronti a trovare una scusa che attenui i nostri peccati, mentre con il prossimo siamo pronti a giudicare e a vederne i difetti.

Signore, apri i nostri occhi e donaci l’umiltà necessaria ad una vera conversione del cuore.

Giovedì 12 settembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Le parole che Gesù ci dice sono esigenti e difficili: amare i nemici e non maledirli, porgere l’altra guancia a chi ci colpisce sul volto.

L’amore vero deve volere il bene dell’altro, indipendentemente da ciò che noi riceviamo.

Da oggi mi impegno a guardare gli altri con il tuo stesso sguardo e in questo, o Signore, invoco il tuo Santo Spirito a guidarmi.

Mercoledì 11 settembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

«Beati voi, poveri,

perché vostro è il regno di Dio.

Beati voi, che ora avete fame,

perché sarete saziati.

Beati voi, che ora piangete,

perché riderete.

Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi, ricchi,

perché avete già ricevuto la vostra consolazione.

Guai a voi, che ora siete sazi,

perché avrete fame.

Guai a voi, che ora ridete,

perché sarete nel dolore e piangerete.

Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Il vangelo di oggi ci racconta delle quattro beatitudini e di quattro maledizioni:

- Beati i poveri -> Guai ai ricchi;

- Beati gli affamati -> Guai ai sazi;

- Beati gli afflitti -> Guai a chi ride;

- Beati gli oppressi -> Guai a quanti si esalteranno.

Parole molto forti che vanno contestualizzate nel periodo storico: siamo infatti  nel I secolo d.C., quando dilaga la corruzione e la disparità tra le classi sociali è molto sentita.  O sei ricco, o sei povero!

Gesù invece, rivolgendosi agli ultimi, dona loro speranze e certezze; indica a ciascuno di noi la strada da seguire per il raggiungimento del “Regno dei Cieli”. Solo allora saremo tutti uguali davanti al Signore.

Aiutaci, o Padre, a riconoscere negli altri la loro povertà e donaci la forza di sorreggere quanti cadono e vacillano.

La Missione

Angolo delle Curiosità

Orari Messe

SABATO

18:30 Mandria

DOMENICA

08:00 Mandria
08:30 Voltabrusegana
10:00 Mandria
11:00 Voltabrusegana
19:00 Mandria

Il Parroco

don lorenzo

DON LORENZO VOLTOLIN
Tel. 049.685508
Cell. 340.7223749  -  339.6007243
mandria@diocesipadova.it

Vangelo del giorno

 Sito ufficiale della Parrocchia della N.B.V. Maria alla Mandria

Telefono: 049 715 283 (Parroco) - 049 715 629 (Centro Parrocchiale)